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Universi Gravidi – Recensioni

UNIVERSI_GRAVIDI_1

UNIVERSI GRAVIDI DI GIOVANNA AMOROSO

http://www.cicorivoltaedizioni.com/cicorivoltaedizioni_UNIVERSI_GRAVIDI.htm

ISBN 978-88- 97424-13-0
€ 10,00
CICORIVOLTA EDIZIONI
(scontato sui vari store on-line: IBS, FELTRINELLI, LIBRERIA UNIVERSITARIA…)
pp.130
© 2013

IL COMMENTO DI CARLO VARANO:

“Un universo variegato. Donne che considerano i figli come un’ossessione da società malata e che magari apostrofano con rancore i divi in passerella che se li appendono al collo come trofei. Donne che credono di non essere all’altezza e che si adattano ad una scelta di responsabilità. Donne-trappola, donne-bambine. Donne che mettono in discussione certezze e serenità per l’uomo che, ignorando il naso lungo e le labbra troppo carnose, riesce a leggere in fondo al loro cuore. Terre feconde dove i naufraghi che approdano sono spesso bambocci bisognosi di essere accuditi per il resto della vita.
Giovanna Amoroso dipinge la maternità su lati diseguali di un parallelepipedo dove l’impronta della gioia dovrebbe essere dominante. Invece ne scaturisce uno spaccato anche un po’ amaro della nostra società, in cui, per un verso o per l’altro, finiamo per riconoscerci.”

Carlo Varano vive a Milano. Dopo gli studi classici e la laurea in ingegneria ha lavorato come manager nella realizzazione di progetti industriali internazionali. Ha iniziato a scrivere romanzi e racconti brevi alla fine degli anni ’90. Nel 2008 si è avvicinato con passione ed entusiasmo al teatro insieme ad alcuni amici. Da allora scrive sotto vincolo e porta in scena testi amatoriali per il suo gruppo.

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PUNTO DI VISTA DI VIRGINIA CONSOLI:

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Universi gravidi, per i tipi della Cicorivolta  Edizioni, riunisce cinque racconti incentrati sul tema della maternità sotto diversi aspetti: in Disoccupata la protagonista “dimentica” di prendere le dovute precauzioni per mettere il proprio amante sposato con le spalle al muro di fronte ad una scelta; in Ironia della sorte (il racconto più lungo e anche il più avvincente, a mio avviso) Francesca, che vuole avere un figlio a tutti i costi, ricorre alla fecondazione assistita… ma non ce ne sarà bisogno perché l’avvenente ginecologo che la segue riuscirà ad accontentarla col metodo tradizionale; Baby blues affronta il tema della depressione post partum e il garbato Souvenir londinese ci offre anche uno spaccato gustoso della mentalità ottusa e piccolo-borghese della vita di provincia. Il tema dell’aborto è affrontato nell’ultima novella, La soluzione migliore in cui la protagonista/donna in carriera, vede rapidamente crollare le proprie certezze e abitudini scoprendo, proprio grazie alla gravidanza, lati nascosti della propria personalità che non pensava di avere (ed è interessante, dal punto di vista narrativo, la descrizione del graduale cambiamento psicologico della donna di pagina in pagina, che ne fa un ritratto a tutto tondo).

Universi gravidi, quindi, non è solo una raccolta di racconti dalla lettura gradevole, ma anche un sincero e spontaneo inno alla maternità; l’ideale ciliegina sulla torta (magari da prendere in considerazione per un eventuale seguito del volumetto) sarebbe offrire la voce anche a quelle donne (ce ne sono tante, purtroppo, che popolano anche le pagine delle nostre cronache) per cui, anche se può sembrare paradossale, la maternità può essere un lutto. Un contraltare, anche se scomodo, alla gioia e alla “voglia” di essere mamme a tutti i costi, che offrirebbe una visione panoramica a 360 ° sul grande mistero del “dare la vita” come l’altra faccia di una medaglia. Un interessante “mettersi alla prova” da parte dell’autrice, cosa che è sempre stimolante, ed anche per il lettore, per avere una lettura che gli possa offrire sempre spunti per mettersi in discussione senza rilassarsi troppo sulla poltrona.

 

Virginia  Consoli

http://www.compagniateatrohelios.com/

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IL PARERE DEL MIO MAESTRO:

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Una raccolta emozionale, personale, che mette in chiaro il tuo pensiero sui fatti e sui “sogni” che ti circondano.

Se tu sapessi come vorrei legarti ad un tavolo con una penna in mano e minacciandoti di nutrirti a pane e acqua, ti costringerei a scrivere “descrivendoti” oltre te stessa.

Quello sarebbe un Masterpièce. Decisamente.

Hai tanto da regalare, ma ti vedo come “abbacinata” dalla “parodia” del presente.

So come scrivi e so, perfettamente, come ti esprimi e quale sia la tua verve. Sei molto portata per i dialoghi (complice il teatro?).

Ecco: comprimi tutto in una pièce teatrale (non ti dovrebbe riuscire difficile) … ma inserisci te stessa.

Parlami e parla di cosa osservi al mattino, oltre la finestra, sempre quella, ma ogni giorno sempre più diversa. Parlami delle tue labbra sulla tazzina da caffè mentre cerchi di riordinare le idee.

Racconta dei momenti di malinconia, quelli di solitudine e quelli di paura.

Io credo che diverresti una nuovissima Grazia Deledda.

Per il resto … la vita è un fuoco fatuo.

La osservi mentre si alimenta da se stessa, per poi perderla … appena ti sei abituata.

 

Il mio Maestro

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L’amico blogger Francesco Selis

franzedit

La realtà dell’esistenza vissuta attraverso l’intimo sentire di cinque donne molto diverse, le rispettive protagoniste dei racconti di questa raccolta, viene riempita di significato dal tema conduttore: l’accoglienza nel proprio corpo e il dono al mondo di una nuova vita.

Tutto il resto, la realtà sociale di cui si percepiscono gli echi nelle situazioni di vita quotidiana delle e dei protagonisti, ma anche la realtà delle passioni interpersonali che la costellano, impallidiscono di fronte al tema della gravidanza e del parto, l’unica vera e grande luce, l’unico faro capace di illuminare la via, l’unica bussola in grado di orientare il cammino.

Lo stile di Giovanna Amoroso è snello, fluente, e risulta amabile anche ai lettori più sofferti e meticolosi. Senza avventurarsi mai in costrutti sintattici troppo elaborati, esprime con parole chiare e sintetiche, e sempre con correttezza lessicale, gli stati d’animo e l’evolversi delle situazioni.

Il lettore si coinvolge facilmente, cosicché la fine di ogni racconto lo coglie quasi impreparato, già affezionato alla vicenda e desideroso di un seguito.

Attendiamo dunque Giovanna Amoroso alla prova di un romanzo, che possa assecondare tale desiderio in una costruzione più articolata, ma che non perda quel suo caratteristico stile immediato e fortemente espressivo.

 

Recensione a cura di Francesco Selis

http://franzblog2.wordpress.com/

 

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