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Rose Rosso Sangue – Recensioni

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http://www.epubblica.com/ebook/rose-rosso-sangue-65.aspx

eBook ( ePub,Mobi,PDF )

24 pagine Adobe Digital Edition
ISBN 9788897849506

Categorie: Erotico, Fantasy

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RECENSIONE DI MARINA REGNO:

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Il Rosso, il Nero, il Bianco. Una tavolozza perfetta per due appassionanti rose letterarie. La “triade” predomina nella luce crepuscolare di questa immersione nel gothic horror, ma quello “datato”, dove la facevano da padroni l’acculturato Henry James o la più “nazional popolare” Carolina Invernizio, per citarne giusto un paio. Non si dimentichi però, dei due testi, la peculiarità che li lambisce dall’inizio alla fine. Nella loro singolare brevità si alternano visioni di camposanti, vampiri, sesso, sangue, elementi tutti legati tra loro da un vincolo mai scontato, mai superficiale. Gothic horror sì, ma trasceso da immagini speculari di un mondo che non vive, banalmente, solo nella psicologia, nel vedo e non vedo, in descrizioni scontate delle nefandezze dei nostri simili (e anche nostre), privandoci della sorpresa finale. Leggendo e meditando Rose Rosso Sangue si rischia di rimanere basiti. Come reagireste scoprendo, con elegante nonchalance, di aver abbeverato con il vostro sangue le bellissime rose del giardino? Oppure venire a conoscenza, attraverso un’altra dimensione, che  siete il discendente di un vampiro? Non aggiungo altro. La sorpresa deve essere solo vostra, come è stata la mia. I colori nel frattempo ingigantiscono, si sovrappongono, mescolandosi in un irreversibile finale Rosso, Nero, Bianco… Sangue.

Marina Regno

www.marinaregno.com

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Con immenso piacere pubblico la mail che ho ricevuto dallo scrittore Carlo Varano:

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Ho letto i suoi racconti. La dimensione che preferisco è quella delle 10 – 12 cartelle, quella dell’Anima Dannata, per intenderci.
Lei ha talento, una mente raffinata e la capacità di trasmettere forti emozioni. Talvolta surreale o inquietante, poi per il tramite di una passione salvifica travolge il lettore sequestrandolo. Un sospiro e poi ancora lo devasta. Brava! … mi deve almeno 12 gocce di Lexotan!
Ho apprezzato l’uso della numerazione della pagina del libro antico (i.e. pag 117) come ellissi temporale. È molto originale e cade con efficacia nel racconto.

Infine, se posso rivolgermi a lei come suggeritore, le proporrei (per i suoi prossimi racconti) di lasciare qualche spazio in più all’immaginazione del lettore negandogli la spiegazione delle cose (facciamolo soffrire!) e obbligandolo a pensare. Immagini come sarebbe l’ultima frase del secondo racconto se togliessimo le 2 ultime parole…

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Carlo Varano vive a Milano. Dopo gli studi classici e la laurea in ingegneria ha lavorato come manager nella realizzazione di progetti industriali internazionali. Ha iniziato a scrivere romanzi e racconti brevi alla fine degli anni ’90. Nel 2008 si è avvicinato con passione ed entusiasmo al teatro insieme ad alcuni amici. Da allora scrive sotto vincolo e porta in scena testi amatoriali per il suo gruppo.

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PARTICOLARE RECENSIONE A CURA DEGLI SCRITTORI NOVELLI E ZARINI

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Rose e vampiri.

Il libro, una carminia declinazione latina del sostantivo Rosa.

Rosa, nominativo singolare.

Rosa, la protagonista di Rose Lucretiae e il fiore che lei cura e custodisce fuori dalla sua locanda. Un roseto, vivo, pulsante. Dentro, parte della sua esistenza.

Rosae-arum.

Della Rosa. Delle rose.

La Lucretia di Anima Dannata, la lapide ornata di rose. Una lastra che unisce il gelido della morte al rosso della passione.

Rosae-is.

Alla rosa, alle rose.

Il cerchio della vita torna al fiore allevato, al suo simbolismo di sentimento forte che allontana la morte anche dopo che questa ha ghermito la vita.

Rosam- as.

La rosa. Le rose.

Accusativo. Però, nella traduzione latina corretta del termine greco quindi, causativus “causativo”.

Causa ed effetto. Il vampiro.

Figlio delle tenebre per una causa, effetto di demoniache mutazioni dell’anima con il suo agire.

Boris e Lucretia.

Danzano nella morte, alla cadenza dei vivi. Le  rose, come tramite e come sfondo di questo compromesso.

Rosa-ae. Vocativo.

O anche: O vampiro, demone che predi la mia anima e desti la mia passione!

L’invocazione ad essere privati della dannazione o del cuore è presente in entrambi i racconti e la poesia introduttiva è assai esplicativa dei loro contenuti.

Rosa-is. Ablativo.

L’atto del portare via.

Per il vampiro, la vita altrui, per preservare la propria morte sullo sfondo di un eros di velluto rosso, come petali di rosa.

Il latino.

Il lemma del Verbo. Delle classificazioni,  delle regole del Bello.

Quale modo migliore di profanarlo se non con l’immaginario oscuro del vampiro qui narrato nella sua accezione più classica?

E così sia. O non sia.

Morte. E non morte.

Andrea Novelli – Giampaolo Zarini

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http://www.novellizarini.it/home.html

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MARCO SALVATO RECENSISCE ROSE ROSSO SANGUE:

Due rose collegate da uno stesso ed identico nome, Lucrezia, come quella Lucrezia Borgia che i racconti popolari, spesso non veritieri, hanno dipinto come una perfida e sadica seduttrice. Due rose rosse. Ed è proprio il Rosso, nel suo colore e aspetto più sanguigno, il vero protagonista di questi racconti, impregnati di una forte carica sessuale resa viva dall’uso ripetitivo e quasi ossessionante del colore delle rose Lucretiae; il Rosso. Lo sfondo narrativo, nei suoi toni cupi e sepolcrali, rievoca le ambientazioni romantiche ottocentesche di stampo neogotico ma con aggiunte tutte moderne nei tratti stilistici. Giovanna Amoroso con Rose Rosso Sangue si mostra molto abile nel sapere fondere insieme il racconto gotico con quello erotico, dando al genere un carattere inaspettato e piacevole alla lettura.

Mi chiamo Marco Salvato sono nato a Napoli il 15 Ottobre del 1985. Sono cresciuto a Milano, dove ho frequentato un Istituto Tecnico Industriale, diplomandomi nel 2005. L’anno precedente sono arrivato tra i primi dieci nel concorso nazionale di poesia Artea, sezione adulti, edito dalla casa editrice Edimond. Nel 2006 mi sono iscritto alla Facoltà di Filosofia all’Università degli Studi di Pavia, e ho lavorato come tecnico di laboratorio per circa due mesi in una scuola superiore a Milano. Nel 2010 ho conseguito la laurea triennale in Filosofia con una tesi su Schopenhauer. Nello stesso anno mi trasferisco a Bologna, città dove attualmente risiedo, iscrivendomi alla laurea magistrale di Filosofia dell’Alma Mater Studiorum. A dicembre di quest’anno sono arrivato primo nel Concorso Nazionale di Drammaturgia Passione Teatro. I miei interessi filosofici guardano allafilosofia greca e a quella francese del ’900 (Camus, A.Kojève, Barthes…), mentre nel campo della letteratura e della poesia la mia passione sono i romanzieri russi del ’800 e del ’900, in particolare i poeti dell’avanguardia (Anna Achmatova, Osip Mandelstam, Marina Cvetaeva, Majakovskij…). Il  teatro è arrivato all’improvviso (lo stimolo a scrivere è nato dalla lettura dei drammi di Cechov) ma le commedie di Eduardo De Filippo hanno influito sotterraneamente, per molti anni, su questa nuova passione, insieme all’interesse per il dialetto napoletano.

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IL MITICO GIUSEPPE IANNOZZI SU ROSE ROSSO SANGUE:

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Non i vampiri sanguinari di Bram Stoker o di Joseph Sheridan Le Fanu, sensuali ma pur sempre seme del diavolo, del Male. I vampiri di Giovanna Amoroso, pur rifacendosi alla stereotipo del più classico vampiro, non sono mai (del tutto!) frutto del Male, sono invece delle creature che appartengono tanto alla Luce quanto all’Oscurità, in egual misura, e proprio per questo soffrono nello spirito e nella carne, come qualsiasi essere mortale. Dracula e Mircalla tenevano viva in sé una squisitezza puramente malvagia: la loro voluttuosità nasceva difatti dall’Oscurità e veniva portata alle vittime scevra di qualsivoglia parvenza d’umanità. Così non è per Giovanna Amoroso che propone un vampiro moderno, consapevole della propria condizione e per questo sofferente: in ROSE ROSSO SANGUE siamo di fronte a un erotismo molto lieve, ammantato d’amore, di Rose Rosse.

In ROSE LUCRETIAE, Demetrio Boris prenota una camera presso una locanda. E’ lui l’unico cliente e la bella locandiera è, per così dire, un po’ seccata; tuttavia Boris si rivela un gran signore, le porge i suoi complimenti per il bel roseto che è nel suo giardino, e non disdegna di farle la corte, a modo suo, alla maniera dei vampiri. E’ questo un racconto breve intriso di romanticismo più che di sangue.
In ANIMA DANNATA il taglio del racconto (lungo) si fa leggermente più gotico ma sempre all’insegna del romanticismo. Lucrezia, soprannominata Bella e Dannata, incontra il suo uomo attraverso le pagine di un libro di leggende sulla Maremma toscana. Il giovane uomo rimane attratto dalla storia di Lucrezia Salani, così tanto che non può far a meno di sottrarre il libro dalla biblioteca dove l’aveva chiesto in prestito. Simone Monteforte (questo è il nome del giovane uomo), pagina dopo pagina, rivive la storia di Lucrezia e della sua dannazione. E alla fine, Simone scoprirà quelle che sono le sue vere radici.

In ROSE ROSSO SANGUE, Giovanna Amoroso conduce il lettore a scoprire la nuova identità dei vampiri, una identità moderna, gotica sì, ma soprattutto romantica. Il vampiro stockeriano è andato in pensione già da una lunga pezza: dopo il film del 1992 di Francis Ford Coppola, Dracula è dovuto soccombere per far posto ai succhia-sangue di Stephenie Meyer. E se questo sia un bene o un male, solo il tempo saprà dirlo. Ma soprattutto la saga cinematografica Twilight, più dei romanzi della Meyer, ha dato una direttiva da seguire, del tutto nuova, al mondo gotico dei vampiri.

Giovanna Amoroso ci propone le sue rose rosso sangue, rose che i dissanguatori donano a chi corteggiano, delle rose però di cui diventano, almeno in parte, loro stessi consapevoli-inconsapevoli vittime.

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Recensione a cura di Giuseppe Iannozzi

http://iannozzigiuseppe.wordpress.com/

 

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ECCO QUI LA RECENSIONE A ROSE ROSSO SANGUE DELLA MIA “SOCIA TEATRALE” VIRGINIA CONSOLI:

(anche lei malata di teatro come me!)

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Rose rosso sangue, agile raccolta di due racconti di ispirazione gothic è l’ultima (in ordine di tempo) fatica letteraria di Giovanna Amoroso. Una professionista a tutto tondo (non solo teatro, quindi) che anche in quest’ambito non tradisce le aspettative: la raccolta, che comprende due racconti Rose lucretiae Anima dannata appassiona il lettore (anche il meno abituato al genere, come la sottoscritta) fino all’ultima pagina, con finali sorprendenti e mai scontati,  grazie alla scrittura fluida, coinvolgente e intrisa di suspense.

Giovanna Amoroso adopera tutti i leitmotivs del genere: donne-vampiro cariche di forza e fascino, ambientazioni notturne, castelli e locande misteriose, segreti di famiglia, sesso soft , inquietanti giardini carichi di rose scarlatte e suspense. Ma li fa propri, rielaborandoli con stile, senza mai abbandonarsi a facili battute o a personaggi troppo “tagliati con l’accetta”.

Sono proprio queste caratteristiche a rendere il testo gradevole e originale con una propria “varietà“ nella loro unità. Rose lucretiae, il mio favorito, oltre agli ingredienti sopracitati, gode anche di una sensibilità particolare che umanizza la vicenda e la rende meno gothic e più familiare, pur non rinunciando all’atmosfera carica di mistero;  Anima dannata, dalla scrittura più secca e cruda, ci porta in  un ambito più “sferzante“ per il lettore, senza comunque cercare facili scappatoie o effetti speciali.  Ed è proprio questo, a mio avviso, il pregio principale del thriller: spostare l’ attenzione dalla quotidianità solare, “diurna” che sembra facilmente controllabile, per fare i conti con un lato nascosto della  vita che ci sfugge e rende inquietante e precario il nostro fin troppo sicuro tran tran. Facendoci  confrontare con la parte più oscura di noi stessi che, come spesso leggiamo anche dalle cronache di tutti i giorni, viene fuori quando e come meno te l’aspetti.

Complimenti dunque a Giovanna per questa sua ultima fatica letteraria, che è riuscita ad appassionare al  racconto noir una lettrice che da tanto mancava all’appuntamento con questo interessante genere.

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Recensione a cura di Virginia  Consoli

http://www.compagniateatrohelios.com/


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FRANCESCO BELFIORE E LE “ROSE ROSSO SANGUE”

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Alle volte leggere non è dissimile dal tenere tra le dita lo stelo di un fiore. In questo libro il lettore può ritrovarsi immerso in un rituale vecchio come il mondo, separare lentamente i petali dalla loro corolla. Così queste due storie ti consentono una lettura semplice e scorrevole, agevole come cogliere un bocciolo. Il tentativo di fondere fonti storiche alla semplicità degli animi odierni può rappresentare un ostacolo, ma al contrario di quello che ci si aspetta, viene aggirato e risulta quindi leggero. Giunti alla fine di queste due letture si imbatte in un finale a tratti atteso ed in parte escluso.

Tra i due racconti emerge un cambiamento radicale.  Nella prima storia c’è quasi un voler celare la crudeltà che può governare le azioni di un signore della notte. Mentre nella seconda narrazione questo aspetto viene messo in luce, ma è di chiara opposizione ad una figura femminile forte.

La scrittrice accompagna lo scorrere delle righe con interessanti attimi di piacere carnale, ma comunica al tempo stesso una mancata redenzione ed una maledizione bella quanto agghiacciante.

Recensione a cura di Francesco Belfiore

 

Francesco Belfiore è iscritto presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, facoltà di farmacia – Corso di laurea in Chimica e tecnologia farmaceutiche.

Rappresentante degli studenti nel Dipartimento di Scienze Biomolecolari – Membro del Consiglio degli Studenti presso Università degli Studi “Carlo Bo” di Urbino.

Autore di opere teatrali e monologhi.

 Attualmente scrive testi musicali e collabora con diversi compositori.

2011 – Ha frequentato un corso di canto della durata di un anno presso la Cappella Musicale di Urbino. In seguito con insegnante privato.

E’ stato cantante e front-man di diversi gruppi musicali.

 

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2 commenti su “Rose Rosso Sangue – Recensioni

  1. Un bel pamphlet, mia Signora.

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