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Un’univoca luce (negli “Universi gravidi” di Giovanna Amoroso)

franzedit

La realtà dell’esistenza vissuta attraverso l’intimo sentire di cinque donne molto diverse, le rispettive protagoniste dei racconti di questa raccolta, viene riempita di significato dal tema conduttore: l’accoglienza nel proprio corpo e il dono al mondo di una nuova vita.

Tutto il resto, la realtà sociale di cui si percepiscono gli echi nelle situazioni di vita quotidiana delle e dei protagonisti, ma anche la realtà delle passioni interpersonali che la costellano, impallidiscono di fronte al tema della gravidanza e del parto, l’unica vera e grande luce, l’unico faro capace di illuminare la via, l’unica bussola in grado di orientare il cammino.

Lo stile di Giovanna Amoroso è snello, fluente, e risulta amabile anche ai lettori più sofferti e meticolosi. Senza avventurarsi mai in costrutti sintattici troppo elaborati, esprime con parole chiare e sintetiche, e sempre con correttezza lessicale, gli stati d’animo e l’evolversi delle situazioni.

Il lettore si coinvolge facilmente, cosicché la fine di ogni racconto lo coglie quasi impreparato, già affezionato alla vicenda e desideroso di un seguito.

Attendiamo dunque Giovanna Amoroso alla prova di un romanzo, che possa assecondare tale desiderio in una costruzione più articolata, ma che non perda quel suo caratteristico stile immediato e fortemente espressivo.

 

Recensione a cura di Francesco Selis

http://franzblog2.wordpress.com/

 

 

 

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3 commenti su “Un’univoca luce (negli “Universi gravidi” di Giovanna Amoroso)

  1. Vero, il tuo stile è diretto e pulito, come ebbi già modo di dire nella intervista critica, dove per altro sottolineavo che è il tuo un “inno alla vita”:

    http://iannozzigiuseppe.wordpress.com/2013/04/09/gli-universi-gravidi-di-giovanna-amoroso-intervista-allautrice-iannozzi-giuseppe/

    Non posso che esser d’accordo in toto con la recensione di Francesco Selis. Attendo adesso di vedere come saprai cavartela con un romanzo. Non puoi tirarti indietro, questo lo sai, nevvero? 😉

    Bacione e complimenti

    beppe

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