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UNIVERSI GRAVIDI E ROSE ROSSO SANGUE: IL FIL ROUGE DELLA SPERANZA IN DUE PROVE D’AUTORE (di Monica Castello)

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Ciò che caratterizza uno scrittore da chi crede di esserlo è lo stile, quell’unicità di espressione che lo rende riconoscibile senza bisogno di firma: Giovanna Amoroso è tra questi. Non potrebbe fingere di essere un’altra od un altro, la scopriremmo subito. Perché sa essere sempre se stessa, perché crede in quello che fa, perché ama quello che fa.

Il tema ricorrente in tutti i suoi lavori è la speranza, sia che esploda nella descrizione dei vari aspetti della maternità, sia che si nasconda dietro il filone noir del vampirismo.

Speranza come fede laica, senso di continuità di sé, di immortalità attraverso l’essere madre nei racconti a sfondo reale come in quelli di pura finzione, dove anche il male, in questo caso il vampiro, immortale seppur al contempo mortale per definizione, trova la sua eternità nella fruttuosa ricerca della riappacificazione con il mondo dove, forse proprio per la sua aspirazione di vita, non uccide mai.

Universi gravidi è un viaggio attraverso cinque racconti nell’universo della maternità affrontata sotto vari aspetti. Maternità cercata per trovare una soluzione vita in Disoccupata, dove anche qualcosa di solitamente riprovevole (una relazione extraconiugale) assume un aspetto quasi etico di fronte alla nuova vita che sorge, oppure inaspettato dono per una Cenerentola del ventunesimo secolo in Ironia della sorte, o ancora forza che supera tutto, anche la fragilità della depressione in Baby blues o la mentalità di provincia in Souvenir londinese piuttosto che in La soluzione migliore. In questa scrittura la speranza emerge forte ed irruenta sempre, anche quando la situazione descritta per più di un aspetto può apparire socialmente riprovevole eppure trova giustificazione nel suo trasformarsi in inno alla vita.

La stessa forza di sentimenti si trova nei due racconti di Rose rosso sangue. Nel primo, Rose Lucretiae, dove la fantasia si poggia su di uno spunto autobiografico (il lavoro, la maternità, l’amore per il mistero della natura), un ospite per poche notti della locanda, individuo affascinante dalle strane abitudini, nutre se stesso e le rose che danno il nome al racconto con il sangue della protagonista, titolare dell’albergo, forse castamente (ma possiamo sapere cosa realmente avviene quando si incontra un vampiro mentre si dorme), attento però a non ucciderla. La stanchezza dovuta all’inconsapevole anemia di lei trasformano il vampiro in un’allegoria della malattia, combattuta in modo scherzoso ed amichevole sino a soggiogarla e ad allontanarla gentilmente da sé.

In Anima dannata un uomo si trova per caso a scoprire la leggenda di una ragazza misteriosamente scomparsa, il cui fantasma appare tutte le notti. Attratto da un libro che ne parla (come nelle migliori tradizioni esoteriche), leggendolo scopre che nella storia della giovane è coinvolta la sua famiglia, legata al vampirismo molto più di quanto possa immaginare. L’imponderabile si serve di questi mezzi per permettere l’incontro del fantasma con l’uomo, l’unico in grado di dargli la pace eterna per un motivo che lascio alla vostra lettura scoprire.

La prosa della Amoroso è asciutta e diretta, i dialoghi sono precisi e ben innestati, caratteristica tipica di chi ha confidenza con il teatro e la sua scrittura.

Abbiamo insomma di fronte un autore che ci propone la speranza e l’equilibrio delle cose come concetto di vita, maneggiando abilmente la lingua italiana, con una semplicità che la rende fruibile a tutti.

Per questi motivi, perché in questo mondo c’è bisogno di sognare e sperare, vale la pena di leggere queste due raccolte di racconti, in attesa che ne seguano altri.

 

Monica Castello

Monica Castello è nata a Genova nel 1965 e vive da diverso tempo a Sanremo.  Laureata in Giurisprudenza e DAMS, alterna la sua attività tra  diritto di famiglia e socio sanitario, materia che ha trattato in molte pubblicazioni specifiche ed in progetti di legge a livello regionale e nazionale, ed il mondo della cultura attraverso la narrativa ed il teatro, sia come autore che come organizzatore di eventi, con una parentesi legata alla gestione teatrale.

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11 commenti su “UNIVERSI GRAVIDI E ROSE ROSSO SANGUE: IL FIL ROUGE DELLA SPERANZA IN DUE PROVE D’AUTORE (di Monica Castello)

  1. Direi che ha ben sintetizzati quelli che sono i temi da te trattati, cara Giò. Sicuramente il tuo tratto distintivo è di adoprare una prosa asciutta, ma non per questo minimalista.

    Un bacione

    beppe

  2. Complimenti!

    Ti lascio un sorriso e
    un dolce proseguo di serata
    Michelle

  3. Una recensione degna del tuo talento!
    Bacioni ^^

  4. Ciao Giò, ti ho inviato una mia piccola recensione all’indirizzo Giovanna@passioneteatro.com

  5. Un grosso saluto, a rileggerci.

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