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L’OPINIONE DEL MITICO GIUSEPPE IANNOZZI SU ROSE ROSSO SANGUE

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Non i vampiri sanguinari di Bram Stoker o di Joseph Sheridan Le Fanu, sensuali ma pur sempre seme del diavolo, del Male. I vampiri di Giovanna Amoroso, pur rifacendosi alla stereotipo del più classico vampiro, non sono mai (del tutto!) frutto del Male, sono invece delle creature che appartengono tanto alla Luce quanto all’Oscurità, in egual misura, e proprio per questo soffrono nello spirito e nella carne, come qualsiasi essere mortale. Dracula e Mircalla tenevano viva in sé una squisitezza puramente malvagia: la loro voluttuosità nasceva difatti dall’Oscurità e veniva portata alle vittime scevra di qualsivoglia parvenza d’umanità. Così non è per Giovanna Amoroso che propone un vampiro moderno, consapevole della propria condizione e per questo sofferente: in ROSE ROSSO SANGUE siamo di fronte a un erotismo molto lieve, ammantato d’amore, di Rose Rosse.

In ROSE LUCRETIAE, Demetrio Boris prenota una camera presso una locanda. E’ lui l’unico cliente e la bella locandiera è, per così dire, un po’ seccata; tuttavia Boris si rivela un gran signore, le porge i suoi complimenti per il bel roseto che è nel suo giardino, e non disdegna di farle la corte, a modo suo, alla maniera dei vampiri. E’ questo un racconto breve intriso di romanticismo più che di sangue.
In ANIMA DANNATA il taglio del racconto (lungo) si fa leggermente più gotico ma sempre all’insegna del romanticismo. Lucrezia, soprannominata Bella e Dannata, incontra il suo uomo attraverso le pagine di un libro di leggende sulla Maremma toscana. Il giovane uomo rimane attratto dalla storia di Lucrezia Salani, così tanto che non può far a meno di sottrarre il libro dalla biblioteca dove l’aveva chiesto in prestito. Simone Monteforte (questo è il nome del giovane uomo), pagina dopo pagina, rivive la storia di Lucrezia e della sua dannazione. E alla fine, Simone scoprirà quelle che sono le sue vere radici.

In ROSE ROSSO SANGUE, Giovanna Amoroso conduce il lettore a scoprire la nuova identità dei vampiri, una identità moderna, gotica sì, ma soprattutto romantica. Il vampiro stockeriano è andato in pensione già da una lunga pezza: dopo il film del 1992 di Francis Ford Coppola, Dracula è dovuto soccombere per far posto ai succhia-sangue di Stephenie Meyer. E se questo sia un bene o un male, solo il tempo saprà dirlo. Ma soprattutto la saga cinematografica Twilight, più dei romanzi della Meyer, ha dato una direttiva da seguire, del tutto nuova, al mondo gotico dei vampiri.

Giovanna Amoroso ci propone le sue rose rosso sangue, rose che i dissanguatori donano a chi corteggiano, delle rose però di cui diventano, almeno in parte, loro stessi consapevoli-inconsapevoli vittime.

Recensione a cura di Giuseppe Iannozzi

http://iannozzigiuseppe.wordpress.com/

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18 commenti su “L’OPINIONE DEL MITICO GIUSEPPE IANNOZZI SU ROSE ROSSO SANGUE

  1. Caro Beppe,

    ti ringrazio con tutto il cuore.

    Sei un tesoro!

    P.S: Come da nostri accordi ti ho appena inviato il compenso pattuito per la recensione. Il forziere è pieno zeppo di monete d’oro… bastano?

    Bacioni!!!

  2. Non hai bisogno di ringraziarmi. Ho solo messo per iscritto la mia critica, così come sempre faccio per quei libri che mi piacciono o diversamente. Il tuo mi è piaciuto: ma credo d’aver meglio netto nel contesto critico in cui ho inserito le tue Rose rosso sangue.

    In quanto ai dobloni, possono bastare. Anzi, direi che mi sono pure d’avanzo. Ciò non ostante, da bravo pirata qual sono, penso che prenderò tutto, ringranziandoti, mia bella Damigella. 😉

    beppe

  3. Gentile signora Rosa; le rispondo nella sua oscura magione.
    Non le ho chiesto affettuosità, ma ho esposto una mia personale opinione.
    Si, ho letto il suo scritto, (che mi è stato passato e che non ho nemmeno pagato…) e mi creda che di manoscritti ne ho letti e recensiti, che trovo estremamente banale, malscritto, sgrammaticato. La storia non è poetica, nè erotica e non contiene nemmeno quel pathos che lasci al lettore quel qualcosa in più. E’ brutto e scritto male.
    Da vecchio editore, vecchio scrittore e vecchio reporter, non me la sento di lisciarle il pelo con parole melensi…
    Le ripeto, è una mia opinione e lo faccio per una sua crescita interiore.
    Meno sesso, meno allusioni, meno maternità… scriva con l’anima…
    Sia descrittiva, evocativa, elegante e meno banale.
    Non se la prenda.
    Non me la sento nemmeno di paragonarla allo scrittore BEPPE IANNOZZI (ho il suo ultimo scritto e lo trovo di altissima qualità; tra l’altro Rosa, nella sua recensione, non si era accorta del racconto non messo in indice…) o alla superlativa ALESSANDRA BIANCHI… (ma si è accorta che la Bianchi è la nuova Frederick Forsyth d’Italia ?… ho il suo libro “ALEX ALLISTON” che ho divorato in pochi giorni…)

    Sarebbe come mischiare la cioccolata con qualcos’altro… e lei, cara Rosa, di sicuro non è ciccolata. Non voglio insultarla, nè gratuitamente ne a pagamento. Lo fa già lei con i suoi scritti.

    Le porgo i miei saluti.

    Sir JAN BLAKE DE BIASE (ovviamente è un nick name!)

    • @Sir JAN BLAKE DE BIASE

      Gentile (si fa per dire!) lettore,

      ora che si è sfogato si sentirà senz’altro meglio! Alla sua età (Lei stesso si definisce “vecchio”, sia ben chiaro, io non mi permetterei mai!) certe “incazzature” possono essere un bel diversivo a una vita noiosa da pensionato.

      Le concedo qualsiasi cattiveria (ha sfogato le sue fustrazioni su di me e credo anche che la cosa l’abbia divertita), ma non accetto l’accusa di scrivere “senza anima”.

      Io scrivo solo ed ESCLUSIVAMENTE seguendo la mia anima, il mio istinto e il mio cuore. Libero su carta le mie fantasie, i miei pensieri più intimi e le mie sofferenze. A chi mi accusa di non tener fede a riferimenti storici, rispondo che la storia non mi interessa. I miei testi si basano SOLO sulla mia fantasia. Cavolo… non scrivo romanzi storici e mai ho preteso di farlo! Io scrivo argomenti che mi piacciono. Se poi piacciono anche a chi mi legge, bene, sono contenta, non posso negare che la cosa mi renda felice. Ma rispetto anche le persone come lei che detestano il mio modo di scrivere. DE GUSTIBUS come ho già accennato nel nostro colloquio di ieri.
      Considero la scrittuta il mio unico hobby. Scrivo per puro diletto, senza prendermi troppo sul serio (requisito fondamentale per affrontare al meglio la già dura esistenza umana).
      Le faccio una piccola confidenza… sussurata nell’orecchio sinistro: a febbraio uscirà il mio libro UNIVERSI GRAVIDI. Detto fra noi, se non le è piaciuto ROSE ROSSO SANGUE, UNIVERSI GRAVIDI le piacerà ancora meno!
      Sono certa del fatto che:

      IO NON LE SONO MAI PIACIUTA, NON LE PIACCIO E NON LE PIACERO’ MAI! Su questo non ci piove.

      Chiedo scusa in anticipo per i numerosi refusi presenti in questo mio commento. Che ci vuol fare, la mia ignoranza è notoria.

      Serena giornata!

      P.S: Secondo me ci conosciamo… (naturalmente lei negherà, ovvio!)

  4. Oh, che bello, un po’ di sana partecipazione anche con della critica negativa, perché sì, io penso che anche le critiche negative siano segno di partecipazione: il silenzio assoluto è invece segnale che nessuno si è accorto, nel bene e nel male, di quello che un autore a scritto.

    Aprendo una breve parentesi, io mio libro che Sir JAN BLAKE DE BIASE ha letto e che mi par di capire che gli sia piaciuto, al momento ha ottenuto critiche positive. Non me ne vanto. Avrebbe dovuto ricevere anche una critica negativa, ma mi è stata inviata in privato e non mi è stato consenso di pubblicarla, tanto più che non trattavasi di una vera e propria recensione bensì soltanto di appunti buttati giù in maniera piuttosto disordinata.

    Altra parentesi, il lavoro di Alessandra Bianchi è a dir poco notevole, romanzo che meriterebbe d’esser accolto in una importante collana editoriale: si sfornano tanti thriller, di poca o nulla originalità, scritti male e inverosimili, per cui mi sorprende e non poco che il lavoro di Alessandra Bianchi non sia stato ancora accolto/comprato da un editore come Newton&Compton, Sperling&Kupfer, Baldini Castoldi… Ma di questo lavoro di Alessandra Bianchi ne parlerò in sede apposita, anche con l’autrice sperando abbia voglia di concedermi un’intervista.

    Ciò detto, la mia recensione, più che sullo stile, si sofferma sui temi trattati, che, come ho specificato, rifuggono da quelli classici. I temi di Giovanna sono molto più vicini a quelli della Meyer: e volenti o nolenti la Meyer ha ridisegnato la figura del vampiro, anche se io continuo a preferire il caro e buon vecchio Bram Stoker (che in ogni caso, pure lui ha lasciato nel suo lavoro “Dracula” alcuni evidenti errori). I romanzi della Meyer hanno dato corso a una serie di pubblicazioni su dei vampiri molto diversi da quelli di Stoker e Le Fanu. Personalmente non ho il tempo né la curiosità di leggere i tanti libri su i vampiri che l’editoria sta oggi sfornando: ce ne sono davvero troppi, è una vera e propria invasione. Ho dunque considerato il lavoro di Giovanna Amoroso pensando che trattasi di un ebook, o meglio un instant ebook. e in tale ottica l’ho giudicato. Credo che se Giovanna dovesse pubblicarlo in forma cartacea, avrebbe modo di rividere diversi particolari, come la punteggiatura e alcune ingenuità comunque proprie di uno scrivere “leggero” à la Meyer e dei suoi tantissimi emuli.
    In definitva penso, forse sbagliandomi – perché anche il miglior critico può talvolta sbagliare – che i vampiri, che il vampirismo per Giovanna sia più che altro una scusa per parlare in realtà dell’amore.

    I miei saluti a tutt*

    beppe

    • @BEPPE

      Caro amico,

      condivido con te l’idea della “partecipazione”, anche negativa. Comunque vada c’è un interesse per la mia persona, nel bene e nel male.
      Ciò che mi dà fastidio è l’ ANONIMATO della recensione negativa, avrei voluto un nome e un cognome. Giusto per correttezza. Probabilmente è qualcuno che conosco bene, che “davanti” si è complimentato con me… e “dietro” rivela la sua vera opinione sul mio scritto celandosi dietro una maschera.
      Ripeto, le critiche indubbiamente aiutano a migliorarsi. Gradisco molto chi mi corregge e mi spiega cosa sbaglio. Nessuno si prende la briga di farlo.
      Ad esempio, ho apprezzato molto il tuo suggerimento sul “dozzinale libro” in Anima Dannata, e ne ho fatto tesoro corregendo immmediatamente il testo. Mi ha fatto veramente piacere.
      Per la velocità con cui ho scritto ROSE ROSSO SANGUE e in particolare ROSA LUCRETIAE, ebbene sì questo racconto è stato scritto in sole 3 ore, in fretta e furia perchè volevo consegnare il tutto prima della mia partenza per l’ospedale. La bozza poi, è stata letta velocemente in treno, durante il viaggio di ritorno. Lo so, avrei dovuto prendermi un pò più di tempo, ma la voglia di veder qualcosa di “positivo” in quei giorni tristi era per me fondamentale per sentirmi viva.

      Ah, dimenticavo…
      Il raccconto ROSA LUCRETIAE è molto più autobiografico di quel che sembra. Il mio vampiro, purtroppo, si chiama HASHIMOTO (malattia della tiroide)…
      Sarebbe stato molto più romantico che il motivo della mia debolezza, inquietudine notturna, perdita di interesse per la vita… fosse a causa di un vampiro che mi succhia il sangue per dissetare le mie rosse rose. Purtroppo non è così…

      Baci Beppe, ti considero un vero amico!

      grazie per esserci

      • Di critiche, sempreché si possa definirle tali, ne ricevo parecchie e anonime. Questa critica, firmato comunque con un nick, è pur sempre manifestazione di un certo interesse. Non di rado ricevo critiche, anzi insulti e anonimi in ogni senso, senza neanche un nick. Ci sorrido oramai, come il Buddha. Un tempo mi inalberavo, oggi non più.

        Spesse volte penso anch’io che chi mi insulta in maniera anonima sia qualcuno che conosco. Sia come sia, non mi fanno danno. Se non altro, pur nel loro anonimato assoluto, si interessano a quello che scrivo. Cancello solo quei commenti che sono proprio troppo volgari e non idonei a stare su alcuna bacheca, perché il blog, perlomeno il mio, non é né una latrina né un postribolo.

        Sir JAN BLAKE DE BIASE ha portato la sua critica, mi pare in maniera educata: nemmeno Stephen King ha sempre tutti i critici al suo fianco, e questo è un bene, perché altrimenti verrebbe a mancare lo spirito stesso della critica.

        Io, come già detto in precedente commento, recensendoti ho tenuto conto che trattasi di un istant e-book, scritto per essere divulgato via rete, etc. etc. Ho preferito lasciar da parte i refusi e lo stile, per concentrarmi sulle storie narrate. A livello stilistico, cara Giovanna, direi che in primis dovresti evitare di utilizzare così tanti puntini di sospensione: non siamo Céline, e Céline utilizzando i puntini di sospensione sapeva quel che faceva, c’è dietro tutto un ritmo organizzato, non sono dunque puntini buttati lì. Quando farai la revisione dei tuoi racconti, pensa a concludere le frasi, evitando i puntini di sospensione, che andrebbero usati sempre con molta cautela. Io penso che l’editing del tuo lavoro tu sia in grado di farlo da te, ma in ogni caso sai che c’è sempre qualcuno che puo’ aiutarti casomai. Scrivere non è affatto facile. Io, anche mettendo lavori scritti solo per il web, rileggo anche 20 volte, e ciononostante può capitare che mi scappi un refuso.

        Ci vorrebbe più calma, dovrei aver il tempo di poter rileggere quello che scrivo almeno una quarantina o cinquantina di volte: e non esagero. Come critico leggo pacchi e pacchi di libri, e non ti dico quanti refusi incontro, libri peraltro pubblicati da editori grandi, molto grandi. Ne sto leggendo uno ora – evito di citare l’autore e l’editore, ma ti basti sapere che l’editore è uno dei più importanti in Italia e non solo – e in sole 40 pagine ho già incontrato qualcosa come 10 refusi e molto gravi. Mi chiedo: come è stato possibile che un editore sì tanto grande abbia pubblicato un lavoro del genere? Perché nessuno ha corretto gli errori che eppur sono evidenti, che sono un pugno nell’occhio? Nel mio libro tre refusi ci sono, lo ammetto, sono scappati. Ma in un libro pubblicato da un editore grandissimo che porta sì tanti refusi… be’, mi sto mettendo le mani nei capelli.

        Sono certo che la prossima edizione di Rose rosso sangue sarà stilisticamente migliore, perché avrai modo e tempo di ricontrollare quello che hai scritto. La storia c’è e io quella ho considerata.

        Bacioni

        beppe

      • @ Beppe

        Grazie Beppe,

        le tue parole mi rincuorano l’anima.
        Seguirò il tuo prezioso consiglio sui puntini di sospensione: a piccole dosi! Mannaggia, giusto l’altro ieri ho spedito alla Cicorivolta la bozza definitiva di “Universi Gravidi”. Oddio, forse troppi puntini ci sono anche lì. (Beh, sarà contento il mio “fedele lettore” SIR DE BIASE. Già mi fischiano le orecchie!)
        La mia ansia è il mio grande problema. Non riesco a fare nulla con calma e sono sempre troppo precipitosa in tutto. Voglio migliorami: non solo come scrittrice, ma sopratutto come persona.

        Ti stimo tantissimo!

  5. Sebbene il signor Beppe mi abbia alquanto delusa, sono molto contenta per la tua recensione.
    Sei bravissima, cara Giovanna!

  6. Ho letto adesso i commenti… e mi stupisce quello di Beppe che non mi ha mai strisciato.
    Però, questo è il TUO blog e di te bisogna parlare.
    Conosco perfettamente l’anonimo, ma dato che lo stimo moltissimo non metto parola.
    A me piace come scrivi. In genere, preferisco storie più ampie; però ciò nulla toglie alla tua bravura. Se mi è concesso un paragone tennistico, Giovanna vs Licia Troisi (Mondadori!) 6-0 6- 0 😛

  7. @ALESSANDRA

    Cara amica,

    ti ho sempre letto con immenso piacere. Mi piace il tuo stile narrativo e l’lo sempre dimostrato. La tua bravura è grande, e mi auguro anch’io che presto tu possa pubblicare con un grande editore, come meriti.

    Il paragone con Lucia Troisi? Ma che dici… lei è una scrittrice professionista, io invece mi “diletto” soltanto! (Lo prendo comunque come un belllissimo augurio!)

    Un bacio grande amica mia!

  8. Mia Signora Giovanna Giò.
    Purtroppo, contravvenendo al mio “modus operandi”, mi vedo costretto ad intervenire su una diatriba nata, proprio, dal mio Blog.
    Il dubbio, sospetto, equivoco, ambiguum logoi, mi ha tarlato ora per ora, ma non avrei mai pensato che da qui, ne sarebbe nata una prosopopea.

    Giovanna, non è un giorno che ci conosciamo e (proprio nel dubbio, avresti avuto gli strumenti per chiedere, delucidare, capire) spiace rilevare come tu possa essere caduta in un tranello, certo, posto da altri.
    Mi spiego.

    Ho rilevato questo scambio di battute tra (un anonimo) Sir JAN BLAKE DE BIASE e te, già dal mio personale Blog. per motivi di lavoro, (non posso seguire e quando lo faccio, lo faccio a stento) tutto quello che gravita attorno a me e/o al mio Blog.
    Ma rimango attenzionato da alcune cose che mi danno da pensare.

    1) Intanto specifico e chiarisco che, anche per sbaglio, Sir JAN BLAKE DE BIASE, non riguarda la mia persona e che ogni attribuzione a me data è destituita di ogni fondamento.
    Giovanna, tu mi conosci: io sono un professionista serio, molto serio. Non mi faccio, né è mia intenzione, mai farmi trascinare dai “busillis” sei troll. Fra le altre cose, quanto sto dichiarando è corroborato da una mia mail privata inviata al Tuo indirizzo.

    Io ritengo che nessuno debba giustificare “nessuno”.
    Giuseppe Iannozzi, che gode della mia – quasi – illimitata stima, ti ha risposto nei termini diplomatici per le espressioni che un Critico Letterario di razza può fare;

    Alessandra Bianchi, che considero una validissima scrittrice e che (vedrete prima o poi) è destinata ad esplodere nel parco della letteratura italiana, nel ringraziarla per le parole (immagino) a me indicate, si rivolge con la generosità elegante di sempre;

    Io, Cara Giovanna che, lungi dal creare false speranze, metto SEMPRE la faccia in qualsiasi cosa faccia, ti avrei “redarguita”! (nel caso di mancanze gravi) già da tempo, proprio in virtù di una amicizia consolidata. Come avrai potuto notare, in passato e nello specifico impianto, di Rose rosse, ho sempre usato toni BONARIAMENTE E GENTILMENTE ironici, ben tenendo presente e ridimensionando il tuo scritto ad un “instant book” e nulla più.
    Ovviamente e ne sottolineo l’ovvietà, concordo nello scritto di Giuseppe Iannozzi nella specificazione del proprio input letterario: ogni cosa va qualificata nel proprio ambito.

    Dunque, da parte mia, MAI una parola fuori posto e/o una riga di saccenza/sarcasmo. Ci mancherebbe.

    Infatti, come detto, sono basito io stesso.

    E adesso due ordini di motivi:
    1) Ti avrei stoppata sul nascere se tu avessi scritto un “romanzo” che avrebbe dovuto meritare tale qualifica. Esclusivamente per il tuo bene, interesse e conoscenza personale.

    2)Non avrei fatto dell’anonimato una bandiera per circondarti di deleteria guerra e/o crisi scrittoria.
    (Quando sono anonimo, sono il più riconoscibile fra gli anonimi, facendo proprio in modo di essere perfettamente riconoscibile).

    3)Non ultimo, ma tu, Giovanna, hai un’arma formidabile: l’indirizzo IP!
    Come amministratrice del tuo Blog, —-> Bacheca —-> commenti puoi verificare la veridicità di quanto affermo.
    Tu, nelle risposte (come tutti gli amici) hai indirizzo IP e email.
    Adesso, confrontali con questo e dimmi. Io mi trovo (visto dalla tua parte) all’Estero e con un sistema operativo INUSUALE per l’Occidente (lo vedi).
    Fai le tue dovute analisi.

    Io credo che, magari in buona fede e trascinato dalla passione recensiva, “Sir JAN BLAKE DE BIASE, sia un utente che mi ha seguito, ti ha seguito e Vi ha seguito (Beppe e Alessandra) per cui, sommando due più due ha fatto quattro!
    Non ho alcun motivo per nascondermi, ma molti scrupoli per (sia caratteriali, sia professionali) per esser cristallino soprattutto con te, Giovanna.

    In ultimo, posso suggerirti una cosina piccola piccola?

    Io credo che, Alessandra Bianchi, usasse un po’ di sarcasmo nel parlare di Licia Troisi, meglio definita l’ignorante della letteratura italiana. Ne sono quasi sicuro.
    In conclusione, lasciando un grande abbraccio al mio amico Beppe, un inchino a Ladu Alessandra e un caro saluto per te, spero d aver compiuto il mio dovere professionale nell’informare e di aver delucidato quanto personalmente inteso.
    Un caro saluto,

    Ninni Raimondi

    PS: Con questo non criminalizzo Sir jan Blake ecc. ecc.. Come hai democraticamente e giustamente fatto notare, anche lui ha diritto d’intervento e non credo ti abbia offesa. Puntualizzo: è una voce a me assolutamente estranea. Io avrei fatto e soprattutto scritto molto diversamente!

    Ciao Giò e in bocca al lupo per i “momentanei” problemi di salute e per tutto quello che ti riguarda.

    Ninni Raimondi

    • @NINNI

      Grazie per ciò che mi scrivi. Ti credo. Anzi, ti chiedo scusa per aver pensato che SIR DE BIASE fossi tu. Mi consola il fatto che l’abbia pensato anche Alessandra Bianchi (così mi sembra di aver intuito dalle sue parole), lo “stile” del sopracitato individuo ben rispecchiava il tuo.

      Grazie per essermi vicino in questo particolare e non facile
      momento della mia vita.

      A presto.

  9. Licia Troisi è una capra, raccomandata sebbene sia anche brutta.
    Tu la surclassi, ma – mi rendo conto – il mio non è un gran complimento, considerato il paragone ^^
    In realtà, sei brava e basta.
    Baci*

  10. A questo punto sono curiosa. Chi conosce e frequenta te, il Lord e me?
    Un bel mistero.

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