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SCARPETTE ROSSE – TERZA PARTE

scarpe tela

SCARPETTE ROSSE

di Giovanna Amoroso

TERZA PARTE

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In quel momento vidi vicino al bancone del bar una chioma corvina a me familiare. Sì… era proprio Marco con i suoi amici. Che meravigliosa sorpresa! Mi avvicinai velocemente per farmi notare da lui. Iniziai una sorta di “sfilata” davanti ai suoi occhi. Volevo che rimanesse a bocca aperta, vedendomi avanzare con le mie scarpette rosse ultra sexy! Ma… nulla da fare, Marco si limitò ad accennare un piccolo saluto con la mano alzata, senza rivolgermi minimamente la parola. Neanche un distratto sguardo alle mie scarpe nuove. Che delusione… non mi vedeva proprio! E a pensare che i suoi amici mi avrebbero mangiato con gli occhi. In particolare, il suo collega Enrico mi stava addosso come una fastidiosa zecca.

Fin da quando ero bambina, Marco era sempre stato il mio principe azzurro ideale. Aveva dodici anni più di me ed era il figlio di Ornella, una cara amica di mia mamma. Ero solo una timida undicenne quando iniziai a considerarlo l’uomo dei miei sogni. All’epoca lui aveva già ventitre anni e naturalmente mi considerava solo una bimba appiccicosa e rompiscatole, ma io ero già cotta di lui! Mi mettevo sempre tutta elegante per accompagnare mia madre dalla sua amica Ornella, con la speranza di incontrarlo. Ma… niente da fare! O non c’era mai, o se era in casa neanche mi salutava. Per Marco ero totalmente invisibile.

FINE TERZA PARTE

CONTINUA…

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5 commenti su “SCARPETTE ROSSE – TERZA PARTE

  1. Apprezzo molto il tuo modo di rappresentare e scrivere.

  2. @UNIVERS

    Grazie. Scrivere mi rende felice!

    Un bacio

  3. Scommetto che le cose cambieranno.

  4. Il tempo tiranno mi impedisce di commentare le belle poesie e le recensioni che hai intanto già pubblicato, ma almeno due parole voglio scrivere su quest’altro breve capitolo della vicenda colorata di rosso (questa volta sono scarpe e non rose o macchie di sangue, …almeno finora!).
    Storia di ordinari rapporti giovanili, e di fremiti di aspettative e di disillusioni, e di femminili cotte infantili dalla probabile componente edipica, il tutto raccontato con psicologia e accattivante semplicità.

    Ciao, scrittrice Giò, bacione!

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