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SCARPETTE ROSSE – SECONDA PARTE

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SCARPETTE ROSSE

di Giovanna Amoroso

Seconda Parte

Avevo trascorso l’intero pomeriggio a provare vestiti. Gonne, pantaloni, leggings… non sapevo proprio cosa abbinare alle mie scarpe rosse. Quando si trattava di farmi bella ero sempre indecisa. Non mi piaceva mai nulla. Alla fine optai per una minigonna di raso rossa abbinata a un top di pizzo nero. Mi stavano proprio bene. Sembravo una ragazza grande. Quasi una diciottenne.

«Come sei bella stasera Lucia…» esclamò Piero appena mi vide entrare in discoteca.

Piero era il mio amico d’infanzia. Ci conoscevamo da sempre.

Mi corteggiava spudoratamente. Ma io… nulla. Non lo filavo neanche di striscio. A scuola sedeva nel banco vicino al mio e mi riempiva sempre di attenzioni. Mah sì… in fondo non era male. Era anche abbastanza carino… ma nulla a che vedere con l’uomo dei miei sogni! Non assomigliava per niente al mio principe “ideale”. Era poco più di un bambino. Naso brufoloso e aria imbranata.

Ero sempre stata attratta dagli uomini più grandi di me. Probabilmente avevo in fondo al cuore, il vuoto lasciato da mio padre. Morì quando avevo solo cinque anni… ed io da allora cercavo disperatamente qualcuno che mi facesse sentire amata. Qualcuno che si prendesse cura di me. Amore e senso di protezione. Ciò di cui avevo sempre avuto bisogno.

«Ciao Piero, grazie. Scusami ma ora devo andare dalle mie amiche!» replicai, liquidandolo in fretta e furia.

L’atmosfera era fantastica. La discoteca piena di gente, stracolma.

Le mie amiche sedevano su un divanetto vicino alla pista. Erano circondate da un gruppetto di ragazzi.

«Finalmente sei arrivata Lucia!» disse Marisa mentre fissava le mie scarpe nuove.

«Che belle scarpe che hai…» aggiunse con un pizzico d’invidia.

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FINE SECONDA PARTE

CONTINUA…

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18 commenti su “SCARPETTE ROSSE – SECONDA PARTE

  1. E’ tipico delle donne sconvolgere armadi e cassettoni per trovare l’abbigliamento
    giusto, specialmente per una ragazzina emozionata dalle sue scarpette rosse.
    Anch’io ho sempre avuto un debole per i ragazzi di qualche anno in più. Il fascino dell’ uomo più grande colpisce sempre.
    Aspetto la prossima per seguirti e seguire Lucia

    Un saluto di simpatia
    S

    • @SENTIMENTAL

      Da ragazzine si dà molta importanza all’abbigliamento. Crescendo e maturando, si comprende che l’eleganza e la classe sono doti innate, non si possono cucire addosso indossando una semplice gonna.

      Lucia ti ringrazia per l’attenzione!

  2. Divorato in un battibaleno! Promette sempre meglio: lei non è affatto una ragazza stupida o superficiale. I suoi interessi provengono dai retaggi del passato, come spessissimo accade. Sempre brava, fluida e scorrevole!
    Un bacione, Giò*

    • @ALESSANDRA

      Mi fanno molto piacere le tue considerazioni su Lucia. Spesso si tende ad associare la stupidità all’ingenuità. Io cerco di sottolineare la bellezza innocente di una ragazzina che crede e sogna un futuro rosa.
      Se non si sogna da ragazzine… quando si deve sognare! Purtroppo nell’età adulta non è più concesso.

      Dolce notte cara amica

  3. Sempre vivo e palpitante, e viene voglia di sapere dove ci porteranno quelle scarpette rosse, anche se sappiamo già (perché ce l’hai confidato, …ma anche solo conoscendo il tuo stile) che l’epilogo sarà drammatico.

    Salutone-one-one!

  4. Il sogno, per un futuro rosa, non ci abbandona mai, mia Signora. esso ci segue, battito su battito, istate per istante, donandoci quella flebile fiamma che, qualche volta, si chiama speranza. E così, tra un sogno di bambino e quello d’adulto, la differenza risiede nel … trascinarci, in età adulta, lungo gli angoli della vita, alla ricerca passiva, di quella tenerezza, quell’amore e forse quella lacrima, di gioia e non più di dolore, da versare al fine di mondare la disperazione e le brutture della vita.
    Mary Shelley sosteneva che, scrivere e descrivere tutto questo, un giorno, avrebbe reso immortale l’innocenza, l’amore e la morale, contro l’odio anche nato senza fini oscuri.

    Ella, mia Signora, inventò il mostro di Frankenstein, battezzando e consacrando un intero genere letterario.
    Dalla pietà, all’odio per il “diverso”, all’amore – incondizionato – per il mondo circostante. Noi, Milady, siamo convinti che ogni tanto dovremmo assolverci un po’ di più per “respirare” e sentire il profumo di quello che ci circonda.
    Un profumo unico, irripetibile e indimenticabile che, dalle pieghe del nostro cuore, snoda i propri grani in un rosario di emozioni, ricordi, progetti che elevano e portano alla vita ed alla guarigione di ciò che fu. Il presente, nel ricordo del passato, stringe tra le mani le proprie lacrime. Il futuro potrebbe, forse, riservare un sorriso in più.
    Anche attraverso il ricordo di un paio di “scarpette rosse”.

    Abbiate cura di Voi.

    Cordialità

    • @LORD NINNI

      Ciò che scrivete è molto bello.
      Come ho già ripetuto più volte, sul mio blog non scrivo mai nulla di autobiografico. E’ una mia ferrea regola. Cerco di impersonare più donne, situazioni e sentimenti, per essere il più vicina possibile all’animo femminile. La mia, in fondo, è anche una forma di personale ricerca.

      Serena giornata

  5. Mi piace il tuo stile. Ti seguo con piacere.

    Ciao

  6. Ciao Giò, ho letto dall’inizio il tuo racconto. Da ragazzini siamo quasi tutti cosi, io anno dopo anno aspettavo l’estate, il mare, le ragazze da conquistare, guai se i sabati e le domeniche non andavo a ballare. Talvolta però…si continua a sognare anche da grandi…
    Buona serata mia cara.

  7. Uhm, mi ricordo che anche a me mi snobbavano le mie coetanee, ma perché già all’età di 15 anni portavo i baffi e la barba. E così non l’ho mai tagliata, non sapendo oggi qual è il mio volto e nemmeno ci tengo a saperlo c’è un volto sotto i peli della barba.

    Ricordo che le ragazze, tanti anni or sono oramai, mi guardavano con sospetto, paura e schifo. Non ci ho mai fatto un dramma: per me erano delle bambine che giocavano a fare le donne. Ma una donna che sia una donna tutta d’un pezzo, quel che si dice una vera donna, a un uomo lo spezza in due senza tanti complimenti. Loro erano delle bambine che non mi filavo io con il desiderio già proiettato verso altre mete, verso le donne, verso quelle che ti fanno ingoiare l’anima con un solo sguardo senza aver bisogno d’una minigonna o d’un tacco di scarpa che le faccia un tantino più alte.

    Mi ha fatto sorridere, piacevolmente, questa seconda parte di Scarpette rosse risvegliando alcuni molti vecchi ricordi d’un’èra che non tornera mai più. 😉

    Un caro abbraccio e alla prossima puntata, cara Giò

    beppe

    • @IANNOZZI

      Già… chissà perchè le ragazzine cercano sempre il ragazzo “maturo” e snobbano i coetanei? Probabilmente, la voglia di crescere in fretta e sentirsi donne incide molto.

      Dolce notte caro Beppe, baffuto e barbuto! (vai benissimo così!!!)

      • Puo’ darsi che sia proprio come tu dica, cara Giovanna. Ai miei tempi funzionava così, oggi mi sembra invece che ci si cerchi di più fra coetanei e di questo ne sono felice.

        Buon pomeriggio e grazie per il baffuto e barbuto. Smaaackkkk

        beppe

  8. Scorrevolmente piacevole..
    Ti seguo..

    Un sorriso Giovanna e buon proseguo di settimana!
    Nichelle

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