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SCARPETTE ROSSE – PRIMA PARTE

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SCARPETTE ROSSE

di Giovanna Amoroso

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Adoravo le mie scarpe rosse di vernice. Quando le indossavo mi sentivo una principessa. Cenerentola al mio confronto possedeva solo un paio di insignificanti scarpette di cristallo. Trasparenti, scialbe. Nulla a che vedere con le mie; rosso vivo e seducenti lacci intrecciati alla caviglia.

Erano le prime decolté con il tacco. Solo un tacco alto cinque centimetri, nulla di che. Per me era già difficile imparare a camminare su quei piccoli trampoli. Avevo acquistato le scarpe in occasione del mio primo ingresso in discoteca. Quella serata con le amiche era il regalo di mamma per gli ottimi risultati dell’esame di terza media. Ormai ero grande, a settembre sarei andata al liceo!

Quattordici anni e tanti sogni per la testa. Nonostante il viso da bambina possedevo un corpo già da donna adulta. Seni prosperosi, gambe affusolate e fianchi rotondi al punto giusto. Dimostravo molto di più della mia età. Però, nell’anima ero solo una bimba che sognava il principe azzurro. Una ragazzina timida e riservata. A differenza delle mie compagne di classe non avevo ancora provato il brivido del primo bacio. Non che parecchi ragazzini non ci avessero provato, anzi a scuola ero molto corteggiata. Ma io aspettavo il grande amore. Volevo l’atmosfera romantica, la luna piena, il baciamano di un cavaliere d’altri tempi. E poi… sì, ci saremmo baciati come nelle fiabe. Il principe azzurro e la sua principessa. Non desideravo altro. Le mie amiche mi prendevano in giro, dandomi dell’ingenua sognatrice. Io replicavo con convinzione che il mio principe presto sarebbe arrivato da me. Alla faccia loro, che sarebbero morte d’invidia.

Finalmente arrivò la sospirata serata in discoteca. Non stavo più nella pelle dall’emozione quando varcai l’ingresso del locale.

FINE PRIMA PARTE

CONTINUA…

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18 commenti su “SCARPETTE ROSSE – PRIMA PARTE

  1. Prima o poi tutte le bimbe finiscono nella trappola delle scarpette: chissà perché le scarpe vi attirano così tanto. Io una teoria ce l’avrei, ma non te la dico. ^__^ Okay, te la dico: è una teoria ‘fallica’. 😉 Le scarpe sono per voi strumento di seduzione, di disponibilità a incontrare qualcuno, anche il primo amore.

    Baci e serena giornata

    beppe

    • @BEPPE

      Caro amico,

      sinceramente non so dirti se le scarpe rappresentano per me uno strumento di seduzione… quel che è certo è che mi piacciono un sacco!!! Ne possiedo una quarantina di paia!

      buona giornata

  2. Ricordi lievi che si fanno strada sulle ali di un età
    ricca di sogni; sembra un bellissimo inizio..
    E leggerti mi sembra di tornare indietro con il tempo
    a sublimare momenti visuti con gli occhi di ragazza…

    Spero di riuscire a seguirti più da vicino!
    Un sorriso e dolce proseguo di serata
    Michelle

    • @VENTI DI PRIMAVERA

      Già l’età dei sogni. Purtroppo la protagonista del mio racconto vedrà portarsi via tutti le sue innocenti speranze e illusioni. Si tratta di un testo molto triste.

      Grazie per la tua presenza!

      bacioni

  3. Un ottimo incipit, che promette una bellissima storia.
    Mi piace molto il tuo stile assolutamente scorrevole.
    Buona domenica, cara Giò.

  4. Buonasera Giò, a quattordici anni non mi curavo tanto delle scarpe.
    All’ epoca abitavo in campagna e la spensieratezza di stare sempre fuori soprattutto
    d’estate non mi dava modo di pensare ad altro
    Però, come la protagonista, ero una sognatrice incallita e il mio sogno ricorrente era
    incontrare il mio bel principe
    L’ inizio promette molto bene, ti seguo con “gusto”

    Un caro saluto
    S

  5. Il bell’esordio di una nuova storia, a tinte ben diverse dalla precedente (per ora, almeno! 🙂 ).
    Mi piace, perché lo trovo psicologicamente molto verosimile, quel convincimento contro tutto e contro tutti, dell’imminente arrivo del principe azzurro.
    Che con le scarpette rosse dell’io narrante farà un bel pendant…
    Ma stiamo a vedere se e in quali vesti arriverà davvero!

    Salutone.

    • @FRANZ

      Caro Franz,

      è vero, la protagosta del brano è davvero ostinata nel difendere il suo romantico sogno.
      Purtroppo scoprirà in tragico modo che il principe azzurro non esiste…

      Abbracciatona!

  6. Una nuova storia che mostra tanto sentimento comunque.
    Soltanto una cortesia, mia Signora.
    Proseguiremo nella lettura e commentazione a patto che Voi, Lady Giovanna, ci possiate fornire:
    Nome, Cognome, soprannome, n.di telefono (bene accetto, anche, un appuntamento) con la Signorina che figura sul cappello del nuovo racconto.
    Ecco, il “colore” è estremamente affascinante.
    (Dite possa essere un tentativo di ricatto?).
    Cordialità

    • @LORD NINNI

      La “signorina” in questione è mia zia Adalgisa (classe 1935). Naturalmene la foto risale a qualche annetto fa… Se volete posso fornirVi la mail della sua badante, ci penserà lei a mettervi in contatto!

  7. Grazie, grazie e ancora grazie, mia Signora.
    Conoscendo (ma rimarremo muti come il pesce più muto, state tanquilla) la Vostra età, sicuramente, per mera svista, avete “omesso” di far seguito all’anno di nascita della Vostra augusta parente, l’acronimo a.C. (avanti Cristo).
    Qualcosa di più recentino?

    Grazie per la Vostra verve.
    Cordialità

    • @LORD NINNI

      Beh… potreste sempre ripiegare sulla dolce, angelica e candida prozia Fata Morgana (decisamente più giovane!) ecco la sua foto per farVi venire l’acquolina:

      Donna dolcissima e cuoca provetta!

      Buona notte

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