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ANIMA DANNATA – SECONDO CAPITOLO

ANIMA DANNATA

di Giovanna Amoroso

II Capitolo

«Mi scusi signore, sono quasi le ore tredici. La biblioteca sta per chiudere. La prego di rimettere al suo posto il volume che sta consultando» mi disse gentilmente una graziosa ragazza.

Guardai perplesso l’orologio… erano già passate due ore! Non potevo posare il libro e andarmene, era troppo importante. Dovevo proseguire nella lettura ad ogni costo. Dovevo capire il “perché” di questa oscura vicenda.

«Signorina, eventualmente posso prendere il libro e riportalo domani? Sa… devo scrivere un’importante relazione e non posso proprio farne a meno» replicai con tono il più possibile convincente.

«Purtroppo il volume non è prestabile, ne abbiamo solo una copia. Mi spiace». Fu la sua secca risposta.

Dovevo continuare a leggere. Niente e nessuno me l’avrebbe impedito.

La stanza in cui mi trovavo non era dotata di telecamere. Mi guardai intorno, ero solo. Decisi che il libro sarebbe venuto via con me. Non vi era altra soluzione.

Ogni libro della biblioteca possedeva un piccolo codice a barre che funzionava da antifurto. Se avessi varcato il portone d’ingresso, inevitabilmente sarei stato scoperto. Dovevo togliere l’antifurto dal libro. Nulla di più semplice, essendo posto sulla quarta di copertina. Un bel strappo della pagina… e via di corsa fuori dalla biblioteca con il malloppo nascosto sotto la giacca. Missione riuscita!

Era la prima volta che compievo un furto. Mi vergognavo da morire. Ma non avevo altra scelta. Quel sensuale fantasma aveva pronunciato il mio nome ed io non riuscivo a darmi pace. Dovevo scoprire assolutamente chi era Lucrezia Salani.

Tornai a casa in fretta e furia. Neanche il tempo di togliermi la giacca che ripresi subito a leggere…

CAPITOLO TERZO – LUCREZIA SALANI pag. 117

Sua madre Costanza, morta misteriosamente durante il parto, vegliava ancora su di lei. Ogni notte… da sedici anni, ormai.

Lucrezia si recava sempre in quel cimitero vicino al lago. Sua madre era lì ad aspettarla.

Avvolta nel suo abito nero, Costanza appariva bella come una dea. Inspiegabilmente, più bella di quando era in vita. I lucidi capelli corvini le incorniciavano il viso delicato e sensuale, ma il suo sguardo era agghiacciante. Demoniaco.

I lunghi e aguzzi canini non lasciavano dubbi in proposito: Costanza era una vampira! Una puttana del diavolo.

La donna appariva alla figlia tutte le notti a mezzanotte in punto. Usciva dalla tomba e iniziava la sua ricerca di sangue con cui dissetarsi. Uomini rimorchiati nei sentieri bui. Viandanti, contadini, aristocratici. Per lei non faceva differenza. Consumava i poveri malcapitati fino allo sfinimento. Incideva la pelle con i suoi affilati canini per succhiarne il sangue. Lentamente. E la sua preda spesso sveniva ancor prima di rendersi conto di cosa stesse accadendo. La maggior parte di loro non ricordava nulla al risveglio. Altri, sostenevano di essere stati sedotti da una misteriosa donna vestita di nero. Forse una vampira, un demone, o addirittura il diavolo in versione femminile.

Lucrezia la osservava da lontano. Costanza si lasciava guardare. Mai una parola tra loro due, mai…

FINE SECONDO CAPITOLO

CONTINUA…

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10 commenti su “ANIMA DANNATA – SECONDO CAPITOLO

  1. E così ha trafugato il libro, anche se penso che nella realtà non sarebbe così facile: hai dimenticato le telecamere di sorveglianza. 😉 Soprattutto per i libri d’un certo pregio, alcuni non sono consultabili se non attraverso richieste specifiche con tanto di carte bollate. Ma forse era solo un libro dozzinale, anche se in quella biblioteca ne avevano una sola copia. Lo scopriremo. 😉

    Al momento mi sembra che questa Lucrezia sia una sorta di Mircalla. Una seduttrice diabolica.

    Attendo il resto della storia, quindi datti da fare.

    Bacione e buona giornata

    beppe

    • @ IANNOZZI

      Il libro era dozzinale, uno di quelli dimenticati da tutti sopra scaffali polverosi.

      P.s: Ti posso assicurare che nella biblioteca della mia università i libri sono sempre spariti con il già citato “metodo”. Ancor oggi, le telecamere non sono mai state messe (mi dirai, con la riforma Gelmini, altro che telecamere… è già tanto se ci sono le sedie e i tavoli nelle università italiene, sopratutto i piccoli poli!)

      La mia Lucrezia sarà una fonte inesauribile di sorprese…

      Serena giornata e grazie della visita!

      • Be’, immaginavo si trattasse di un libro dozzinale: forse dovresti solo precisarlo in qualche modo nel corpo del racconto, perché, seppur intuibile, meglio è definire la cosa. 😉

        Trattandosi d’un libro non raro immagino di sì, che si possa trafugare senza troppa difficoltà, telecamere o no. Non so se hai mai avuto modo di compulsare vecchi codici e incunaboli, ma quelli non li tocchi neanche: al limite puoi fare delle fotografie, neanche delle fotocopie, perché metterebbero a rischio l’integrità dei documenti. Libri così non li trafughi tranne nel caso tu non abbia un ”corvo” all’interno. Pressoché impossibile poi compulsare i testi della biblioteca vaticana. :-(((

        Allora attendo di leggera le nuove imprese di questa Lucrezia mircalliana. E’ anche lei un po’ lesbica come quella di Le Fanu? ^__*

        Immagino lo scoprirò presto.

        Bacione e buona domenica

        beppe

      • @ IANNOZZI

        Grazie per il prezioso suggerimento riguardo al libro. Ho aggiunto la precisazione nel primo capitolo del romanzo.

        E’ bello avere qualcuno che mi dia consigli! Una sorta di “personal trainer della scrittura”.

        Ti ringrazio tanto.

        Buona e serena domenica!

  2. Cara, scrivi benissimo, e questa storia sta mantenendo in pieno le promesse. Ottimi i “due piani”, che dimostrano la tua notevole tecnica narrativa. Seguirò, senza alcun dubbio!
    Un bacione grande*

  3. Diventa sempre più interessante. le due figure femminili che s’incontrano nella notte ma non si parlano quasi la madre volesse proteggere la figlia da lei stessa.
    Bellisismo scritto cara. Un abbraccio

  4. Ciao Giovanna, pian pianino ti seguo, la storia prende forte, e incuriosisce sempre più
    Chissà perché quando penso alla Madre, mai mi viene in mente una vampira (tutto, ma non una “creatura” della notte)
    Con Amicizia
    Gina

    • @ SONO QUI

      Grazie Gina,
      per la presenza in queste mie pagine.
      Questa “madre” è decisamente fuori dagli schemi… purtroppo di materno le è rimasto molto poco.

      Buona serata

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