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ANIMA DANNATA – PRIMO CAPITOLO

ANIMA DANNATA

di Giovanna Amoroso

 

Maremma toscana, 19 settembre 2011

Quella notte sotto i tenui riflessi della luna, vidi muoversi una misteriosa sagoma femminile. La figura si confondeva tra le ombre delle mura esterne di quel piccolo cimitero. Qualcosa di sinistro e innaturale. Non ero mai stato in quel luogo. Mi trovavo di passaggio in quest’angolo sperduto della Maremma toscana, poiché il mio navigatore satellitare aveva sbagliato strada. Tornavo a Firenze dopo un meeting di lavoro per l’azienda di famiglia. Un noioso week-end di riunioni e cene di rappresentanza.

Incuriosito, varcai il cancello del camposanto. Cercai con lo sguardo quell’ombra. La vidi. Era una giovane donna. Bella e inquietante. Avvolta in un abito bianco perlaceo, camminava lentamente in mezzo alle tombe. Aveva un seno scoperto. Un bellissimo seno. Pelle ambrata e capezzolo in rilievo. Una sorta di fantasma. Ero inspiegabilmente attratto da quella creatura. Non avevo mai visto nulla di così sensuale e sfuggevole. Una dea con lo sguardo diabolico. La donna mi sorrise maliziosa. Mi chiamò per nome (inspiegabilmente lo conosceva: Simone Monteforte), si chinò su una lapide e scomparve nel nulla.

Sbalordito e scosso mi avvicinai a leggere quella strana lapide:

QUI GIACE IN PACE

LUCREZIA SALANI

ANIMA  DANNATA

1790-1807

 Lucrezia Salani… quel nome non mi era nuovo. L’avevo già sentito tanto tempo fa.

Quando studiavo all’università, incuriosito dalle locali leggende popolari, iniziai a documentarmi sulla storia della Maremma toscana. Vi erano molte vicende inquietanti che appartenevano a questi luoghi. Storie di streghe, di demoni e creature soprannaturali. Una miscela di sesso e tenebre. Il particolare, mi colpì molto un vecchio e dozzinale libro che narrava la storia di una giovane fanciulla toscana di nome Lucrezia, apostrofata misteriosamente Bella e dannata, di cui fu rinvenuto un singolare testamento.

Tornato a casa, non riuscivo più a togliermi l’immagine di quella donna dalla testa. Dovevo saperne di più. Attesi il mattino e mi precipitai nella biblioteca dell’Università di Firenze, dove anni prima avevo letto quel libro. Lo cercai come un forsennato fra gli scaffali più polverosi. Quelli dei libri dimenticati da tutti. Finalmente lo trovai e mi precipitai a leggere…

LEGGENDE INQUIETANTI DELLA MAREMMA TOSCANA

CAPITOLO TERZO: LUCREZIA SALANI

Fin da bambina, per sopravvivere alla fame e agli stenti, Lucrezia tirava avanti compiendo piccoli furti. Qualche uovo, verdura, latte munto di nascosto nella stalla del vicino… La fanciulla rubava solo del semplice cibo. Non aveva altra scelta. Sua madre era morta al momento del parto. Suo padre risultava sconosciuto. Era orfana e sola. In un mondo duro e crudele. Non aveva nessuno su cui contare. Solo se stessa.

Con il passare degli anni la natura le donò una bellezza fuori dal comune. Il suo viso aveva dei lineamenti perfetti. Gli occhi verdi smeraldo la facevano assomigliare a una gattina furbetta. Le labbra rosse e carnose sprigionavano pura sensualità. I folti capelli ramati apparivano lisci come la seta più preziosa. La pelle candida e vellutata le donava un’inaspettata aria di nobiltà.

Lucrezia era veramente bella. Possedeva un corpo perfetto. Grandi seni turgidi, gambe affusolate e slanciate, natiche che mandavano in estasi qualsiasi uomo con il suo ancheggiare provocante.

Ma la sua non era una bellezza angelica. Il suo sguardo celava qualcosa di oscuro, diabolico. Se si osservava attentamente il suo viso, saltavano subito agli occhi il suo sorriso sempre a denti stretti, la sua espressione maliziosa e seducente, il suo mettersi in mostra con aria di sfida.

Lei sapeva di essere attraente. Se n’era accorta, già da un po’ di tempo. Aveva solo sedici anni, ma le gioie del sesso erano il suo pane abituale. Conquistava con estrema facilità qualsiasi uomo. Per denaro. Per puro piacere. Ebbene sì, era la puttana del paese. Rifugio proibito di uomini in cerca di perversi giochi erotici. Maledetta dalle altre donne che la invidiavano e contemporaneamente la deridevano. Era diversa dalle altre ragazze. Troppo bella, troppo spregiudicata, troppo sensuale.

Da bambina aveva subito tante umiliazioni, molte ingiustizie. Aveva patito la fame, il freddo, le cattiverie della gente. Aveva ben chiaro, chi era la causa di tutto ciò. L’origine del male.

La sua sete di vendetta era implacabile.

Lucrezia era una persona strana. La giovane celava un orribile segreto, sepolto nella tomba materna.

FINE PRIMO CAPITOLO

CONTINUA…

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17 commenti su “ANIMA DANNATA – PRIMO CAPITOLO

  1. Giovanna, è bellissimo, cara! Uno stupendo romanzo gotico che seguirò con grande attenzione. Un bacio.

  2. Buongiorno Giò, un racconto che prende sin dalle prime battute, con un po’ di “paura”, ma tanta curosità e mistero. Non è facile condurre una vita normale, quando la vita stessa ti ha privato dell’ Amore e dell’ affetto materno che, soprattutto nella prima infanzia è il perno che sostiene la crescita dei sentimenti e della personalità
    Aspetto il prossimo capitolo.
    Felice giiorno
    Gina

    • @ SONO QUI

      “Anima dannata” è un racconto gotico con un leggero velo d’erotismo. Tanti altri misteri arriveranno nei prosssimi capitoli. Sono contenta che ti sia piaciuto!

      Grazie, e a presto!

  3. Ritroviamo i temi a te più cari: il mistero, la sensualità passionale, la notte, il senso di giustizia che travalica in sete di vendetta, gli echi del dolore e della privazione, …e l’elenco potrebbe continuare.
    La fluidità del periodare cattura il lettore, e lo fa attendere con ansia gli sviluppi di questa cupa vicenda.

    Brava Gio’, un saluto e un bacione.

    • @ FRANZ

      Caro amico (ormai da tanto tempo!), ti ringrazio di cuore per le belle parole che mi scrivi.
      Mi hai piacevolmente sorpresa… non pensavo che conoscessi così bene la mia “penna”! Hai centrato in pieno il bersaglio.

      Dolce notte

  4. Per il momento stai utilizzando, giustamente, tutti i cliché del genere gotico: non dimenticare però di conferire al tuo scritto una tua particolare impronta di originalità, altrimenti Lucrezia di non emergere come personaggio.

    Sappiamo invece ben poco dell’uomo che ha è andato incontro alla bella Lucrezia mezzo svestita. Immagino che maggiori particolari nel prossimo capitolo. 😉

    Un bacio grande l’augurio d’una fresca serata

    beppe

  5. Non vedo l’ora di leggere il seguito !
    Baci !

  6. Ciao Giovanna,
    Son ritornato all’ovile, grazie per i mega baci giunti a destinazione. Affascinante questa prima parte, amo le storie misteriose, leggerò il continuo.
    Un abbraccio.

  7. Ciao Giovanna, davvero molto intrigante questo racconto. Bravissima…tornerò a leggere il seguito Un carissimo saluto

    Giovanna Orofiorentino

  8. Mistero e sensualità si intrecciano
    in questa prima parte..

    Ripasso a leggere il prossimo episodio
    dolce notte Giovanna!
    Michelle

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