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DONNE CON LA “D” MAIUSCOLA – Coco Chanel

«Marzo 1895. La strada che da Brive conduce a Tulle si inerpica a zig zag… È stretta, molto più stretta di oggi. Le vicine alture sono punteggiate da chiazze di neve che il sole invernale non riesce a sciogliere. Una carretta traballante ricoperta da un telone grigio, arranca faticosamente per il pendio, trainata da un ronzino e guidata da un bell’uomo sulla quarantina, con i capelli e i baffi neri, che indossa un camiciotto plissettato. Accanto a lui si stringono tre bambine dal volto smunto e triste, con il capo coperto da fazzoletti sfrangiati. Un’ora dopo la stessa vettura, stavolta priva di passeggeri, sosta davanti all’orfanotrofio di Obazine 1, l’antica abbazia attorno alla quale si raccoglie il borgo. Il cavallo legato con la cavezza a uno dei platani che abbelliscono la piazza, nitrisce e sbuffa nell’attesa del suo padrone. Di lì a poco, la pesante porta del convento si apre lasciando uscire con passo spedito il conducente, ora solo. Sembra quasi che sorrida. Il proprietario della carretta è Albert Chanel di professione venditore ambulante, e le tre bambine che ha appena abbandonato all’orfanotrofio sono le sue figlie. Pochi giorni prima hanno perso la madre e lui ha deciso di liberarsene. Non lo rivedranno mai più…

Le bambine si chiamano Julia (13 anni), Gabrielle (12 anni) e Antoinette (8 anni). Gabrielle è colei che vent’anni più tardi, il mondo intero ribattezzerà Coco Chanel…»

Coco Chanel (pseudonimo di Gabrielle Bonheur Chanel; Saumur, 19 agosto 1883 – Parigi, 10 gennaio 1971) è una figura fondamentale del fashion design e della cultura popolare del XX secolo. L’indiscussa regina della moda francese, e non solo.

Dopo un’infanzia difficile alla morte della madre viene condotta in orfanotrofio, luogo in cui impara l’arte del cucito. Alcuni anni dopo diventerà modista. Boy Capel gentiluomo inglese suo compagno, finanzierà il suo talento naturale, così Coco che ha sete d’indipendenza, potrà aprire a Parigi il suo primo negozio che inuaugura nel 1908 in boulevard Malesherbes e due anni dopo sarà in rue Cambon, che non lascerà mai.

Coco si fa notare subito per il suo gusto ed acquista una ricca e ampia clientela. Nel 1914 apre una seconda boutique a Deauville dove l’aristocrazia si rifugia durante la Grande Guerra, poi a Biarritz. Inizia a proporre anche vestiti e l’idea geniale viene con la scelta del jersey, sino ad allora utilizzato solo per la biancheria intima maschile, per realizzare i suoi abiti dalla linea semplice: nasce lo chemisier, l’abito -camicia e la petite robe noir, the little black dress, il tubino nero, che diventerà un classico per tutte le donne del mondo.

E’ una svolta nella moda, Coco sa registrare il cambiamento del ruolo sociale della donna, che inizia il cammino verso l’autoaffermazione. Nel 1919 muore Boy Capel, si dice che il nero sarà il suo colore preferito, come testimonianza eterna del suo grande lutto.

Coco frequenta il bel mondo e gli intellettuali che vivono a Parigi: Picasso, Cocteau, Stravinsky, Rerverdye la scrittrice Colette.

Il granduca Dimitri Pavlovich, al quale si lega sentimentalmente, le fa dono delle perle dei Romanov. Lei ne farà delle copie per la sua boutique e diventeranno un bijuou alla moda. Lancia il suo primo profumo nel 1923. E’ il leggendario n°5, Coco ha quarant’ anni ed è all’apice della sua carriera. A dire il vero nel 1920 l’idea di associare alta moda e profumeria non era nuova: Paul Poiret, ad esempio, nel 1911 aveva già commercializzato alcuni profumi, tra cui Lucrèce Borgia o Nuits de Chine. Ma il suo tentativo si era rivelato un fallimento.

Nel 1925 nasce il suo celeberrimo tailleur giacca a cardigan, senza collo, bordato di passamaneria e gonna al ginocchio. Il tailleur più copiato del mondo. Come la borsetta impunturata dalla tracolla a catena.

Si lega a Hugh Grosvenor duca di Westminster. Nel 1930 gli abiti di Chanel erano i più cari di tutta Parigi. Invitata da Samuel Goldwyn parte con un contratto favoloso, per gli Stati Uniti dove disegnerà abiti per le star del cinema. Nel ’34 apre un atelier dedicato esclusivamente ai bijoux.

Arriva la seconda guerra mondiale e Chanel chiude i battenti. Si ritira fra la Svizzera e la Costa Azzurra, qui possiede una splendida villa dove ha più volte ospitato Winston Churcill. Lascia aperto solo il negozio dove vende i profumi, frequentatissimo dagli ufficiali tedeschi, che hanno il quartier generale all’Hotel Crillon a due passi da rue Cambon.

Coco rientra in scena nel 1954 la sua prima sfilata è un fiasco, ma le basta qualche mese per rimontare la china. Chanel alla successiva collezione è di nuovo baciata dal successo. Propone il suo mitico tailleur in lana slentata, accompagnato dalle scarpe, aperte sul dietro a sandalo, e bicolore sulla punta, avrà fra le sue prestigiose clienti Jacqueline Kennedy. Nel ’57 riceve a Dallas l’Oscar della Moda, Neiman Marcus, come stilista più importante del secolo.

Chanel è sinonimo di eleganza assoluta. Ha 74 anni. Lavora sempre con la stessa passione finché non si spegne nel suo appartamento all’Hotel Ritz, il 10 gennaio del 1971. Lei se ne è andata, ma il suo stile è rimasto nell’immaginario collettivo.

Lo stile di Gabrielle Chanel è rivoluzionario per gli anni venti: crea non solo nuovi abiti e nuovi marchi, ma un nuovo stile di vita. Disegnò innanzitutto cappelli molto vistosi e soltanto dopo molti anni cominciò a creare qualche abito; successivamente si dedicò anche alle borse giganti, ai profumi (come lo storico Chanel n°5), alle scarpe bicolore per slanciare le gambe, agli orologi unisex e alla bigiotteria.

Gabrielle vuole liberare la donna, la vuole rendere indipendente dagli uomini. Crea una donna libera e rivoluzionaria, moderna e all’avanguardia. Particolare importanza acquistano le bigiotterie, anche piuttosto vistose, indossate per contrasto su abiti dalla linea pura e minimalista.

Coco Chanel ha saputo dar voce alle esigenze delle donne della sua epoca. Donne che mentre i mariti e i padri erano al fronte avevano dovuto lavorare, e avevano goduto di un’indipendenza prima sconosciuta. Donne che avevano anche cominciato a praticare  sport e che non erano più disposte a tornare a indossare corsetti, sottogonne e crinoline. Tutte le sue innovative creazioni rispecchiano questa filosofia. I tessuti preferiti dalla stilista sono il tweed ed il jersey, che intagliato nei tailleur diventeranno un vero e proprio must della moda.

Nell’ambito del teatro Coco Chanel fu pioniera di uno stile sobrio e minimale, nei suoi costumi per il palcoscenico ha quasi sempre lasciato il segno dello stile delle sue essenziali creazioni di rue Cambon. La stilista diverrà la musa di Cocteau che dirà di lei: «Ho chiesto a Mademoiselle Chanel di realizzare i costumi perché è la più grande sarta della nostra epoca e non immagino le figlie di Edipo mal vestite» dichiarò il poeta francese nel 1922, preparando la sua Antigone, spettacolo in cui fu coinvolto anche Picasso come responsabile di scene, maschere e scudi. Gli abiti di lana dai toni neutri apparvero indumenti antichi ritrovati dopo secoli; con Chanel si impose a teatro il rigore e l’eleganza del nero.


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12 commenti su “DONNE CON LA “D” MAIUSCOLA – Coco Chanel

  1. Una delle più grandi stiliste in assoluto. Penso che si nasce con certe vocazioni, lei nel suo genere è una vera artista.
    Grazie!
    Dolce serata Giovanna.
    Mel

  2. Caro Mel,

    concordo pienamente con te.

    Una delle poche donne con la “D” maiuscola. Un grande talento. Un mito.

    Cari saluti!

  3. Una grande donna, prima ancora che una grande stilista, sosteneva che la donna veramente elegante è quella che in una riunione non si fa notare per il suo abbigliamento.
    Lei è entrata nella leggenda.

  4. Una grande donna, prima che una grande stilista. Ha rivoluzionato il modo di vestire e ha creato abiti (il tailleur, le scarpe chanel ecc.) che sono dei veri must imprescindibili!

  5. Ciao Giovanna,
    Entro per augurarti una luminosa serata, proprio come la sognavi.
    Ti abbraccio con affetto.
    Mel

  6. @ HAPPYSUMMERS

    Una grande donna. Leggenda assoluta.

    Un esempio per tutte le donne.

    Grazie della visita!

    @ ROMANTICDREAMER

    Un caro abbraccio…

  7. Cara Giovanna è un piacere ritrovarti. Come stai?…
    Lo stile non si compra e Coco questo lo sapeva, considerato anche che Lei era stata
    dotata da Madre Natura. A volte la Vita ti toglie tanto ma (non sempre) ti ripaga
    ampiamente.Il suo Fascino non tramonterà mai
    Ti lascio ad una lieta sera
    A presto
    Gina

  8. Caspiterina…. non conoscevo la vita di Coco…
    Hai cambiato un pò il blog e manca un pò di roba, ma bentornata carissima!!!!

  9. @ SONOQUI

    Cara Gina, piacere mio!
    In tutto questo tempo di “latitanza” dal web, mi sono dedicata con tutta me stessa al mondo del teatro (in veste di “addetta ai lavori”) ricevendo tante soddisfazioni professionali.
    Come scrivi tu: la vita toglie e la vita dà. L’importante, in ogni caso, è credere sempre in se stessi.

    Buona serata

  10. @ MAPINA

    Mapy amica mia! Ebbene sì, ogni tanto mi prende la voglia di cancellare tutto ciò che ho scritto ed iniziare un nuovo “diario” della mia vita. Anche su carta faccio lo stesso… Ho gettato nella spazzatura interi romanzi!!!

    Mega baci

  11. stesso errore commesso dalla sottoscritta…. scrivo “errore” perchè io dopo me ne pento…
    😉

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